Sopra le nuvole, sfrecciano i sogni
Di chi non ha smesso mai di essere bambino
Passa inesorabile il tempo, passano le stagioni, alcuni sentieri vengono battuti e altri vengono abbandonati. Ormai irriconoscibili, si confondono con il resto del paesaggio, diventandone un tutt'uno.
Camminando, però, lo sguardo sembra sempre seguire l'unica stella polare: il cielo, che nonostante tutto, attrae amorevolmente gli occhi e il loro spirito verso i colori di albe, tramonti, nuvole e verso i rumori che lo popolano quotidianamente.
Perché, "una volta che avrete imparato a Volare, camminerete sulla terra guardando il cielo, perché è là che siete stati ed è là che vorrete tornare" (L. Da Vinci).
Cartoline... cartoline di ricordi, cartoline di racconti, inventati, nel dolce naufragare della fantasia, per regalare all'anima irrequieta un po' di ristoro.
Correva l'anno 1992, Bresso (Milano). Nicola, un giovanotto di appena 21 anni, fresco di certificato P.P.L., sorride a 32 denti mentre effettua gli ultimi controlli prima di mettere in moto il piccolo Cessna 152 di un amico giramondo, appena arrivato dagli Stati Uniti.
Il sogno di Nicola è quello - lo si sarà intuito - di diventare un pilota di linea. Fin da quando era bambino, camminava a testa in su, affascinato dal rombo di quelle affusolate macchine di metallo che solcavano i cieli, dominando l'aria e il vento.
I cieli sono limpidi, il vento è calmo, la temperatura primaverile e la voglia di volare è tanta.
8 Marzo, 1998, Malpensa. Luciano, un passeggero curioso sempre munito di macchina fotografica, riesce a immortalare - con una fermezza di mano non indifferente, a scapito dei suoi 67 anni - un Boeing 737-300 della AirOne.
Luciano, però, deve imbarcarsi su un fiammante Md-82 della Alitalia, per raggiungere la propria compagna Aine, a Zurigo. I due si sono conosciuti, qualche anno prima - guarda a caso - in aeroporto.
Luciano era vedovo già da 5 anni, quando incrociò lo sguardo di Aine, una giovane assistente di volo irlandese della neonata Ryanair. Era il 1985.
Da allora, Luciano ha perso il conto dei voli presi per raggiungere la sua bella hostess, che mai si sarebbe immaginata di essere parte di una delle compagnie aeree più floride della storia dell'aviazione.
Così, per rendere i viaggi meno monotoni, Luciano ha iniziato ad appuntarsi sulla sua piccola agenda rossa pregi e difetti del servizio offerto dalle compagnie aree a cui ha pagato quasi una fortuna per incontrare la bella Aine.
Luciano, il remoto antenato di Tripadvisor... per volare.
Maggio 2012, Mar Mediterraneo. Mauro ha concluso da qualche mese il Type Rating - l'addestramento per una determinata tipologia di aeromobile - sul suo nuovo giocattolino: un Boeing 737-800 NG nuovo di zecca, appena consegnato a Ryanair. La compagnia, a dispetto del trend generale del periodo, ha numerose posizioni aperte. Mauro, infatti, nonostante i suoi 43 anni suonati, ha appena cambiato casacca.
"E' un po' come pilotare un camion nel cielo: robusto, 'ignorante', ma assolutamente affidabile". Così, Mauro, descrive le sue prime sensazioni verso la filosofia "Boeing". Nella sua decennale esperienza come pilota professionale, Mauro aveva iniziato a volare per AirOne, ai comandi di un Airbus A-320.
A 38.000 piedi, il Primo Ufficiale (Pilot in Command della tratta, Palermo-Malpensa), chiacchierando col collega Comandante, sottolinea le differenze tra un Boeing e un Airbus. "E' molto più spartano, si sente proprio la differenza tra i comandi idraulici e il fly-by-wire. E' un aereo classico, nonostante lo spaccino per 'next generation'". Ma il Comandante ribatte: "Hai mai volato su un vero classico...?"
Flight Level 320. Da qualche parte sopra la Corsica. Luglio 2012. AirOne dal dicembre del 2011 diventa la "low-cost" del Gruppo Alitalia S.p.A., ora completamente privatizzata. AirOne è stata una delle compagnie aeree più virtuose a livello globale: puntualità e professionalità senza pari, efficienza e regolarità le priorità del gruppo. Fallirà appena due anni dopo, nel settembre del 2014, a causa di una gestione sclerotica della Compagnia di bandiera.
Matteo ha 23 anni, è una delle sue prime rotazioni tra la Sardegna e Milano, attivate dalla Compagnia in vista della stagione estiva.
Il collaudato Boeing 737-300 è una pietra miliare dell'aviazione commerciale: piccolo, rozzo, un po' goffo, ma estremamente affidabile ed economico. "It gets the job done."
Nell'epoca dell'innovazione tecnologica e dell'automazione, Matteo ha imparato a volare su una macchina da domare. Roba da piloti di altri tempi. Strumenti di volo analogici, lancette, orologi, bussole magnetiche e sedili come se il tempo fosse fermo al 1984. Ma ha anche dei difetti...
Novembre 2019. Gaia, la ventiseienne neo Comandante della EasyJet - ha passato il temutissimo Command Course da appena una settimana, fra 1.200 candidati - per la prima volta si trova ad affrontare una tratta a lei familiarissima (Olbia-Malpensa) seduta sul lato sinistro dell'abitacolo.
Avere la responsabilità, giuridica e personale, di ogni decisione che influisce sulla vita di 159 passeggeri, non è certo una passeggiata. Gaia, però, è una donna con gli attributi: è una dei soli 162 candidati di sesso femminile, su 1.200 complessivi, ad aver passato - al primo colpo - un processo di selezione interna severissimo. Estenuanti sessioni al simulatore, capacità di autocontrollo in situazioni di stress, gestione efficace delle emergenze, leadership e tanto, tanto studio.
Le "four stripes", se le è sudate. Impegnata nella procedura di avvicinamento a Malpensa, è la fotografia dell'equilibrio e dell'umiltà di chi - conscio dei propri limiti - ha sempre dato il massimo, senza pretendere mai nulla.
Maggio 2005. Livello di volo 30.000 piedi. Alitalia Express era la Compagnia Aerea Regionale di Alitalia. La flotta, composta da 6 brasiliani Embraer E-170, 14 ERJ-145 e 10 ATR-72, era specializzata nelle rotte a corto-medio raggio.
Giuseppe è un Comandante della vecchia guardia: nel suo invidiabile Roster può vantare più di 12.000 ore di volo su velivoli a corto, medio e lungo raggio, fra cui il mitico Jumbo Alitalia. Praticamente un guru dell'aviazione.
Il Comandante Giuseppe è un uomo instancabile, un vero carro armato: è un piacere vederlo in azione nell'abitacolo. Con una incredibile fluidità gestisce tutte le procedure di bordo: le sue mani scorrono veloci sui comandi del jet e i suoi vispi occhi blu vigilano come due fari su ciò che accade al di fuori dell'abitacolo durante le concitate fasi di rullaggio e decollo, in un affollatissimo Fiumicino. "Aviate, navigate, communicate" è il mantra che ripete sempre ai suoi giovani colleghi.
A 30.000 piedi, in fuga dal torrido caldo romano, tutto sembra scorrere più lentamente.
Aprile 2016, Orio al Serio. Un Airbus A-319 è in avvicinamento alla pista 28. C'è qualcuno che lo sta fotografando con un obbiettivo enorme.
Angelo e Luca sono amici di infanzia, cresciuti insieme in un vecchio cortile, in una di quelle corti, ormai storiche, tipiche dei paesi di campagna. Quando erano ragazzi, erano sempre soliti inforcare la bicicletta per andare alla Malpensa, a vedere gli aerei che rullavano, decollavano e atterravano. Si erano anche iscritti all'Università insieme. Angelo, però, al terzo anno decise di ascoltare la "chiamata". Luca, dopo la laurea, ha iniziato subito a lavorare in una famigerata società di rating, si è sposato e ha avuto una bellissima bambina. Ma non era troppo sereno... appena poteva, inforcava ancora la bicicletta e correva alla Malpensa a vedere Angelo atterrare e lo ammirava, con malinconia.
Luca è un signore attempato con i capelli brizzolati e lo sguardo sempre pacato, ha quasi 39 anni ed è l'immagine della serietà. Però, si sa, anche nelle macchine più perfette, c'è sempre qualche circuito "ribelle".
Due ragazzi ammirano l'elegante Airbus mentre galleggia tra le raffiche di vento, ma, a qualche metro dall'asfalto, si stabilizza magicamente, toccando dolcemente la pista con il carrello posteriore.
"Ci hai preso la mano, eh?" chiede il Comandante Angelo. E' "colpa" sua se oggi Luca è seduto ai comandi dell'Airbus, al suo fianco. "Direi di sì, è proprio bello volare".
Gennaio 2009. Dopo una abbondante nevicata, Gianni non ha esitato un secondo. Ha afferrato la sua macchina fotografica, si è subito messo alla guida di una fiammante Alfa Romeo Duetto e ha raggiunto l'aeroporto di Bresso. Deve per forza immortalare il candido paesaggio innevato, a bordo del suo fido Piper P.A. 28.
Erano anni che non si vedeva una nevicata del genere. Tra il 6 e il 7 gennaio si è abbattuta su tutta l'aera del Milanese una vera e propria bufera di neve. "Peccato non fossi di turno!" ha subito pensato Gianni, navigato Primo Ufficiale della Meridiana. Gianni vola sui Boeing 737-700 Next Gen per professione, ma è adora tutto ciò che può staccare le ruote da terra.
Appassionato del volo a vela, di antichi aeroplani da guerra, abilitato al volo su idrovolanti e veterano del Bush Flying, Gianni è un'istituzione negli Aeroclub di mezza Italia.
To be continued...








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